Cari amici, recentemente su una nave da crociera in viaggio sul “mare nostrum” che, come è noto, non è interessato da particolari fenomeni tempestosi come quelli che si registrano sugli oceani, si è verificato un fatto inconsueto e di particolare gravità. Un’onda anomala, alta circa otto metri, ha investito la grande imbarcazione ed ha raggiunto con violenza il salone dove si trovavano diversi viaggiatori; quindi, dopo averne rotto i vetri, ha investito i passeggeri provocando la morte di due turisti, un italiano e un tedesco, e numerosi feriti.
Così una tranquilla e spensierata vacanza si è trasformata per alcune famiglie in un lutto inaspettato ed improvviso che ci lascia ancora stupiti ed increduli.
Eppure quello che è successo su quella nave si verifica quotidianamente nella vita di tante persone, perché ogni giorno disgrazie, incidenti, violenze colpiscono improvvisamente ed inaspettatamente tante esistenze, cambiando un normale e tranquillo scorrere dei giorni in un inferno non atteso e mai immaginato. Un’onda anomala, non preventivata, che non si era mai pensato avesse potuto verificarsi, sferza la nostra sfera, i nostri affetti, le persone o le cose che ci sono più care e ci fa piombare improvvisamente in un baratro tenebroso ed a volte senza speranza.
In quei momenti comprendiamo veramente chi siamo, quanto è fragile il nostro essere e quanto siamo indifesi contro gli eventi e le circostanze della vita sulle quali non abbiamo alcun controllo.
Il re Davide, in un tempo di particolare gravità che stava attraversando, si trovò ad esclamare con amara constatazione:
“Tra me e la morte non c'è che un passo" (la Bibbia - I Samuele cap. 20 v. 3)
Nessuno pensa, nel tram tram della vita, così presi dagli impegni, a quel che siamo realmente e a ciò che ci può succedere da un momento all’altro; inconsciamente crediamo che queste cose colpiscano solo gli altri ma non noi. In realtà, siamo sempre come su un filo del rasoio, in un equilibrio precario che si potrebbe rompere da un momento all’altro.
Purtroppo, costruiamo la nostra esistenza su cose futili e momentanee che reggono bene nei periodi di calma, ma che si rilevano fallaci quando la tempesta infuria. E’ un po’ come avvertiva Gesù quando diceva: "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande" (Evangelo di Matteo cap. 7 versi da 24 a 27).
Cari amici, non è con uno scaramantico allontanare da noi il pensiero del domani, della morte e dell’eternità che ci riveliamo saggi ed avveduti al punto da saper individuare le cose che veramente contano su questa terra e su esse fondare la nostra esistenza. Dobbiamo guardare in faccia la realtà per poterla affrontare nel modo adeguato e non certo evitarla con uno stupido atteggiamento superstizioso. Un’onda anomala ci può colpire in qualsiasi momento, perché siamo tutti sotto il cielo, tutti in viaggio su questa grande barca che è la vita e dobbiamo scegliere tra le cose che hanno un valore eterno o quelle che sono solo effimere e momentanee.
“Mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (II Epistola ai Corinzi 4:18).
Tra le cose che durano per sempre c’è prima di tutto la nostra anima e tra i bisogni che maggiormente abbiamo c’è la nostra salvezza eterna. Una vera e semplice riflessione ci farà vedere che ci manca la cosa più importante che ogni uomo dovrebbe ricevere: il dono di Dio che è la vita eterna in Cristo Gesù, perché come scrive Mosè nel Salmo 90: “Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira; finiamo i nostri anni come un soffio….perché passa presto, e noi ce ne voliamo via”.
Dovremmo accogliere volentieri questa esortazione: “Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio” (Salmo 90 v. 12).
Un cuore saggio per cercare Dio e cercarLo con tutto il cuore e secondo la Sua Parola. Un cuore saggio per comprendere che abbiamo bisogno di Gesù e della Sua salvezza.
Un’onda anomala prima o poi spazzerà la vita di tutti, ma quale gioia aprire gli occhi e trovarci nella città eterna dove solo i redenti, mediante la grazia di Dio, vi entreranno per gioire per sempre alla Sua presenza! Allora, che aspettiamo? Permettiamo al Signore di entrare ora stesso nella nostra vita e darvi un nuovo senso e un nuovo domani!