Un piano perfetto

 

 

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“I passi dell'uomo dabbene son diretti dall'Eterno ed egli gradisce le vie di lui. Se cade, non è però atterrato, perché l'Eterno lo sostiene per la mano” (Salmo 37:23-24).

 

 

IL PUNTO DI VISTA DI DIO

Dio ha un piano per noi, se Lo amiamo ed abbiamo messo la nostra vita nelle Sue mani. Il Suo è un piano perfetto, preciso, già stabilito prima che noi nascessimo, perché Dio è eterno e conosce perfettamente le cose, prima ancora che si siano verificate.

Egli vede questo piano nella sua completezza alla luce del suo epilogo finale, anche quando è appena iniziato o è ben lontano dalla conclusione. Tutto l’opposto siamo noi che non sappiamo riconoscere le cose che attraverso l’esperienza e non possiamo che avere una visione parziale, limitata ed imprecisa della nostra vita. Noi ci muoviamo a tasselli, come nella costruzione di un puzzle, per cui vediamo sempre in un modo approssimativo ed incompleto.

 “Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto” (I Corinzi).

Tante volte ci lasciamo confondere dagli eventi, specialmente quelli difficili e ci pare che la nostra vita sfugga al controllo divino. Se tanti uomini la cui vita è narrata nella Bibbia avessero ragionato come noi, probabilmente non sarebbero arrivati dove poi sono giunti. Giuseppe, il patriarca, si sarebbe perso d’animo non poche volte se non avesse avuto una fiducia incondizionata nel suo Signore in ogni frangente della sua esistenza. Dio aveva un piano per lui e per il suo popolo, anche se questo disegno doveva passare per momenti cruciali che avrebbero messo a dura prova la fede di quest’uomo. Se vediamo momento per momento questo piano, spesso ci sembra incomprensibile e oscuro. Ma, alla luce di tutto il percorso della sua vita, appare chiaro come il Signore si fosse preso cura di lui in ogni situazione.

Questo è un esempio di come non ci sono risparmiate le difficoltà e le prove. Nella vita di Giuseppe furono veramente tante; ma ogni difficoltà affrontata non solo fu un elemento decisivo nel raggiungimento dell’obbiettivo finale, ma anche uno strumento per formare ed educare alla giustizia questo uomo di Dio. Egli imparò cosa significa fede, amore, pazienza, costanza, speranza, vittoria sulle tentazioni, perdono. Tutte quelle prove fecero di Giuseppe un grande uomo, sicuramente più di suo padre Giacobbe e forse più dei suoi antenati. Se fosse rimasto semplicemente a casa sua, probabilmente sarebbe diventato solo un ragazzo viziato e coccolato; ma la le dure prove della vita che avrebbe affrontato trasformarono radicalmente il suo carattere e fecero di lui un grande uomo di Dio.

Giuseppe doveva passare per esperienze difficili e dolorose, provare l’odio dei suoi fratelli, lui che era così giovane, vedersi spogliare della sua veste e gettare in una cisterna, per poi essere venduto agli ismaeliti e finire in Egitto. Furono tutte esperienze dolorose ed incomprensibili. Ma erano solo l’inizio delle sue sofferenze: momenti drammatici lo aspettavano. Ma in ogni circostanza la mano di Dio fu comunque su lui per proteggerlo da gesti estremi e salvarlo dalla morte.

Dio ha un piano per ognuno di noi, un piano preciso che volge verso il raggiungimento del nostro bene, ma questo piano deve passare obbligatoriamente per le difficoltà. Nessun uomo di Dio non è passato per la prova, perché esse sono lo strumento chirurgico che Egli usa per cambiare il nostro carattere ed il nostro cuore. Cosa sarebbe stato Giacobbe senza i travagli ed i soprusi che dovette subire durante il suo esilio e cosa sarebbe diventato senza Peniel, dove dovette ricercare con tutte le sue forze la benedizione divina attraverso una sincera conversione!

Cosa sarebbe stato Mosè senza i quarant’anni nel deserto, o Davide senza la persecuzione di Saul! Tutte le circostanze avverse di questi e di altri uomini di Dio sono state lo strumento necessario che Dio ha usato per cambiare e dirigere i passi di questi Suoi servitori, affinché fossero come Lui voleva ed arrivassero dove aveva previsto. Appare comunque evidente che nessuna cosa è successa loro per caso e senza un preciso disegno, ma tutto si è svolto secondo il progetto che l’Eterno aveva per ognuno di loro.

 

PIU’ ALTO DEI NOSTRI PENSIERI

Una altro particolare che emerge studiando la vita di questi uomini è che quello che Dio aveva previsto per loro era molto diverso da quello che essi stessi avevano pensato.

"Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie", dice il Signore. "Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” (Isaia 55:8).

Il piano che Dio ha per noi è di molto superiore di quello che noi pensiamo e vorremmo per noi stessi. Egli va al di sopra delle nostre aspirazioni e ci conduce dalle misere valli dei nostri progetti alle alte vette dei Suoi propositi. Allora Egli fa fallire i nostri disegni, anche se questo ci appare come un aver riportato tanti insuccessi, e ciò per far avanzare le Sue preziose determinazioni.

Mosè, dopo i suoi fallimenti in Egitto, si ritrovò a vivere quarant’anni nel deserto. Si era accomodato all’idea che la sua vita sarebbe finita lì, dietro al gregge del suocero, si era rassegnato ad una vita solitaria di poca utilità e sicuramente poco interessante. Ma Dio aveva un piano molto diverso: farlo diventare il liberatore di Israele e condurre fuori il popolo dalla schiavitù. Doveva avere l’onore di ricevere la Legge su tavole di pietra e parlare faccia a faccia con Dio come nessun altro uomo sulla terra. I pensieri divini erano molto al di sopra dei suoi, come i cieli sono alti al di sopra della terra.

Non dobbiamo vedere i nostri insuccessi come fallimenti, ma come opportunità di sperimentare la gloria di Dio nella nostra vita. Se le cose andassero come noi vorremmo, in realtà sarebbe una perdita e non un guadagno, anche se ci sembra difficile capirlo.

I fallimenti di Mosè furono la premessa per vedere la gloria di Dio; lo stesso avvenne per la donna samaritana le cui delusioni la portarono ad un incontro risolutivo con Cristo che cambiò radicalmente la sua esistenza.

Giuseppe stesso pensava alla sua vita come ad un lieto soggiorno presso i suoi familiari ed andava orgoglioso della tunica ricevuta dai suoi che lo amavano particolarmente. Ma fu spogliato di quell’indumento, per quanto caro potesse essergli, per poi rivestire più tardi quella di vice-re d’Egitto, l’uomo più importante di quella primeggiante nazione dopo il Faraone. Dio aveva un piano migliore di quello che aveva pensato ed immaginato, perché Dio “Può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo” (Efesini 3:20).

Dio ha un piano più grande di quello che meditiamo. Se solo possiamo capire questo vivremmo una vita più tranquilla e meno agitata dalle tante preoccupazioni che ci vengono dalle nostre difficoltà. Dovremmo affrontare ogni evento con questa consapevolezza che Dio sta mandando ad effetto la Sua buona volontà per noi, quella che Paolo definisce la buona, perfetta ed accettevole volontà. Dobbiamo lasciarci andare nelle mani del nostro Salvatore con la stessa fiducia di un bambino, perché Egli guida, passo per passo, la nostra vita. E se delle cose ci vanno storto, se ci troviamo nei problemi, pensiamo a questi come una tappa, un tassello nella costruzione del grande puzzle della nostra esistenza.

 

IN VISTA DELL’ETERNITA’

L’ultima cosa che dobbiamo considerare è che il piano divino per noi non è solamente finalizzato in vista di questa vita, ma lo è in modo particolare per quanto riguarda l’eternità. D’altra parte, il nostro soggiorno su questa terra è la parte più piccola del nostro percorso eterno. E’ come un aereo che percorre sul suolo terrestre solo il piccolo tratto costituito dalla pista dell’aeroporto per poi levarsi in alto nel cielo per raggiungere al di sopra delle nuvole la sua destinazione. Così è con noi! Cosa sono pochi anni su questa terra in confronto a un’eternità senza fine? Niente. Ora Dio non considera come un niente la nostra permanenza quaggiù, ma sicuramente il Suo piano non si ferma qui ma va ben oltre.

“Facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra” (Efesini 1:9-10).

Gesù stesso dice che guadagnare tutto il mondo e poi perdere la propria anima non vale a nulla. Anzi, in certi casi è meglio entrare nel regno dei cieli monchi di qualcosa, con qualche sofferenza in più, con qualche delusione in più che non entrarci per niente. Il piano divino si concretizza proprio nella nostra salvezza e nella nostra eterna felicità. Poco importa quello che sarà e come si svolgeranno le cose in questo mondo.

Pensiamo a Pietro al quale il Maestro predisse con quale morte avrebbe glorificato Dio nella sua tarda età. Certo, in questa vita avrebbe avuto tante sofferenze e perfino il martirio, ma quale gloria gli veniva riservata nei cieli nella città celeste e quale futuro radioso nella gloria eterna!

Dio ha un piano per noi e questo piano ha come epilogo la nostra eterna felicità nel cielo. Lasciamoci perciò andare, mediante un fede certa, nella mani del Salvatore perché guidi i nostri passi giorno per giorno, senza più disperarci nei momenti critici della vita, ma sorretti da una fiducia incrollabile nel nostro Dio che sta portando avanti il Suo piano perfetto per ognuno di noi.

Antonio Morra

 
 
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